63 – Scilace e il Periplo: viaggio tra terre leggendarie e popoli misteriosi – Lingue Vive
- 63 – Scilace e il Periplo: viaggio tra terre leggendarie e popoli misteriosi
- 62 – Erotismo e ironia nell’Appendix Vergiliana: le false opere di Virgilio tutte da scoprire
- 61 – Ippocrate e la medicina antica: miti, verità e giuramento nel Corpus Hippocraticum
- 60 – Appendix Vergiliana: lo pseudo-Virgilio tra Mito, Poesia e Mistero
- 59 – Le poetesse greche dimenticate: Mirtide, Corinna, Telesilla e Prassilla
L’arrivo delle IA ha dato la possibilità di pensare in maniera diversa molte cose. Da amante del dadaismo e della manipolazione dei testi e delle parole ho pensato di dare a ChatGPT il compito di scrivere un nuovo poema in latino. Questo poema non poteva che avere un nome, ed ecco quindi che ho pensato a Dada Virgilio.
Come compito iniziale ho semplicemente chiesto all’IA: “mi crei il poema di un nuovo poema latino ispirato all’eneide di Virgilio e altri testi poetici? Puoi mettere i personaggi che preferisci”
Ecco il proemio dell’altra Eneide di Dada Virgilio:
In orbe novo natus, Troia urbs antiqua,
bellum et vires memorabile genus.
Iam princeps, virtute pollens Aeneas,
exsul vagatur per terras ac maria.
Sic itur ad astra, sic fata deorum
cum mortalibus foedera iunguntur.
Sed curae turbant animo fidelis heros,
tenebraeque mentem obscura nocte premunt.
Memor ipse fidei, memorque Troiae ruinis,
certamen accipit pro patria laetus.
Et pater Anchises, caeli nunc stella serenus,
dum portat imas Tartaraque ad auras,
carmina divina canit, futuraque praedicit,
Aeneamque admonet pietatis et amoris.
Et simul interea regina advenit ardens,
sceptraque et thalamos, Tyriosque in honore suos.
Ardet in Aenea amor, misceque dolorem,
omnibus una formam, pulchritudine superans.
Sed Saturnia ira, furor et ambitio regni,
arma movet Tyriis, contraque Aeneada tela.
Sic fatur Iuppiter, “O decus Italiae,
felix qui totum regnis possideat orbem,
tu, qui virtute et numine divom,
auspiciis fretus, socios adiungere possis,
hac patriam serva, Troianam in fata secutus,
et contra hostes, foedera ferro iungito.”
Aeneas, fortis animo, tamen commotus amore,
viros ad arma vocat, pugnamque parat.
Bellum ingens oritur, multi pereuntque ducesque,
sed virtus Aeneae vincit et fata favent.
Tum princeps victor, laetumque triumphum
genus humanum spectat, splendore coruscans,
et patriam, quam servavit, laetus amat.
Hic finis est carminis, quod moresque virorum
et bellum memorabile canit, Troiaeque ruinam
atque iterum nomen magnae spes altera Romae.
Ecco la traduzione in italiano generata da chat GPT:
Nel nuovo mondo nato, la città antica di Troia,
memorabile per la guerra e le forze.
Ormai primo, Enea potente di virtù,
vaga esule attraverso terre e mari.
Così si va verso le stelle, così i destini degli dèi
si uniscono con quelli dei mortali.
Ma le preoccupazioni turbano l’animo del fedele eroe,
e le tenebre della notte oscura premendogli la mente.
Memore della fede e della rovina di Troia,
accetta con gioia la lotta per la patria.
E il padre Anchise, ora serena stella del cielo,
mentre porta le profondità dell’Inferno fino all’aria,
canta divini canti e predice il futuro,
e ammonisce Enea della pietà e dell’amore.
E contemporaneamente arriva ardente la regina,
con i suoi scettri, i suoi letti e i suoi Tiri in onore.
Enea arde di amore, e il dolore si mescola con esso,
superando tutti con la sua bellezza.
Ma l’ira di Giunone, la furia e l’ambizione del regno
movono le armi dei Tiri, e contro Enea le loro frecce.
Così parla Giove, “O gloria dell’Italia,
felice colui che possieda tutti i regni del mondo,
tu che, forte di virtù e della divinità degli dèi,
sotto gli auspici, puoi unire alleati,
salva la patria, segui il destino dei Troiani,
e contro i nemici, stringi alleanza con la spada.”
Enea, forte d’animo ma commosso dall’amore,
chiama gli uomini alle armi e si prepara per la battaglia.
Scoppia una grande guerra, molti cadono, anche i leader,
ma la virtù di Enea trionfa e i destini favorevoli.
Alla fine il vincitore, felice per il trionfo,
guarda il genere umano, splendente di splendore,
e ama la patria che ha salvato.
Qui finisce il poema, che canta i costumi degli uomini,
la guerra memorabile, la rovina di Troia
e la speranza di una grande Roma.
